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Data visualization · Dataninja Challenge · Ispirazioni

I dati della nostra vita ai tempi del coronavirus. Ecco i risultati della #dataninjachallenge

Come possiamo raccontare l’epidemia senza i dati sanitari? Ecco come avete risposto alla sfida e chi ha vinto il corso Dataninja School.
9 aprile 2020
4 minuti

Due settimane fa abbiamo lanciato la sfida: come possiamo raccontare l’epidemia senza i dati sanitari?

Abbiamo chiesto di inviarci le vostre idee e avete subito risposto sui social a colpi di hashtag. In tutto abbiamo ricevuto 34 proposte, da parte di 29 utenti unici – perché a qualcuno di idea non ne ha avuta una, ma ben tre (sì, parliamo di voi , Laura e Francesco).

Ci avete scritto soprattutto su Twitter (in 22), poi su Instagram (8) e Facebook (5). E devo dire che delle “differenze di stile” tra i diversi social si sono notate. Concetti sintetizzati su Twitter in post ad alta densità informativa e, se scorrete la gallery in basso, ve ne accorgerete anche voi: i post visivamente più elaborati dei partecipanti Instagram si riconoscono a colpo d’occhio!

Ah, e a proposito di statistiche. D’ora in poi parlerò soprattutto al femminile: donne, siete state il 59% di chi ha inviato una proposta!

[Se ormai a forza di seguirci hai la mente data-driven bella attiva…non preoccuparti, non abbiamo sbagliato a fare i conti: qualcuno ha inviato la stessa proposta su più social]

Riguardo ai contenuti, ben 11 proposte si riferiscono a come sono cambiate le nostre ricerche su Google al tempo del #iorestoacasa, evidenziando i picchi di interesse per mascherine DIY, fitness, corsi online, puzzle da 1000 pezzi, tinture per capelli e molto altro. Ma non spoileriamo altro e vi rimandiamo alla gallery, dove troverete tutte le entry.

Ma quindi, chi ha vinto un corso Dataninja School?

La scelta è stata difficile. Ci eravamo dati tre criteri per guidarci nella selezione:

  1. Innovazione (nessuno ha già realizzato l’idea)
  2. Fattibilità (ha individuato dataset o perlomeno una strategia fattibile per raccogliere i dati)
  3. Rilevanza / impatto ( la storia rivelerebbe informazioni di alto interesse e valore civico)

Sulla base di questo, l’idea che ci è sembrata rispondere di più a queste tre considerazioni è quella di Salvatore Tancovi.

La vulgata comune vuole che tra nov/dic nasceranno i (tanti) figli della quarantena. Ma l’attuale condizione di incertezza dovrebbe avere un forte effetto deterrente sulle gravidanze. Tutti i dati (nascite, primi figli, da donne straniere) su @istat_it. #dataninjachallenge Nel frattempo una suggestione: in Italia non abbiamo mai cercato così poco l’argomento gravidanza su Google. Il picco negativo degli ultimi 5 anni appartiene alla settimana in cui siamo andati in quarantena. “

Salvatore Tancovi
Qui il tweet originale.

Perché abbiamo scelto di premiare l’idea di Salvatore:

  1. Innovazione: se ora in tanti parlano dell’impatto, anche sociale, dei decessi, nel corso del prossimo anno dovremmo forse iniziare a interrogarci anche su quello delle eventuali (mancate) nascite già basse tra la popolazione italiana. Soprattutto perché la contrazione potrebbe non riguardare solo il mese in isolamento, ma essere accentuata anche dalla portata della futura crisi economica. Quindi lo sguardo di Salvatore, che si interroga sul futuro delle dinamiche demografiche oltre i decessi, ci è sembrato molto innovativo.
  2. Fattibilità: i dati da considerare ce li ha l’Istat e sono di facile reperibilità. L’idea dunque ha solo bisogno di tempo, affinché i nuovi dati 2021 e oltre siano disponibili.
  3. Rilevanza / impatto: ci è sembrato che l’idea, partendo dal rovesciamento dello stereotipo di una “quarantena godereccia”, potesse portare a una storia informativa e di interesse generale, capace di arricchire con qualche tassello in più la nostra conoscenza sull’impatto di lungo termine di quanto stiamo vivendo in questi giorni.

Congratulazioni Salvatore!

Chi altro ha partecipato?

La scelta di un unico nome è stata difficile, anche perché molti di voi sono andati oltre le aspettative, che non prevedevano necessariamente la realizzazione di una data visualization, e ci avete inondato di bellissimi grafici disegnati a mano, o addirittura cuciti! Vi mandiamo tanti, tanti ❤️!

Anche se un po’ più generiche sulle fonti e contenuti – penalizzate quindi per il criterio “fattibilità” – ci sono piaciute molto le idee di Sara, che si chiede “Che prezzo pagano in Italia le donne in questa emergenza COVID-19?”, e di Sergio che invece si interroga sulle diseguaglianze in un sintetico Tweet che legge “Il virus senza internet, in case affollate, piccole e con pochi mezzi”.

Per dare il giusto spazio a tutti voi e soddisfare la curiosità di chi sicuramente vuole conoscere tutti i partecipanti, ecco una gallery di tutte le idee #dataninjachallenge che abbiamo ricevuto.

Dataninja School Challenge Aprile 2020, ecco tutte le proposte che abbiamo ricevuto.

PS: Vuoi imparare a fare una griglia come questa? Segui il nostro prossimo webinar il 16 Aprile.

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