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Ispirazioni · Lavorare con i dati

Perché usare i dati nella cooperazione internazionale

Quattro storie a cui ispirarsi per scoprire l’importanza di essere consapevoli dei dati anche quando si costruisce un mondo migliore.
4 giugno 2020
5 minuti

Quattro storie a cui ispirarsi per scoprire l’importanza di essere consapevoli dei dati anche quando si costruisce un mondo migliore.

Dalle data journalist agli allenatori sportivi, abbiamo parlato spesso di come integrare i dati nel proprio lavoro offra quella marcia in più in qualsiasi settore. In quest’articolo ci focalizzeremo su come un approccio data-driven data-conscious, cioè consapevole dei dati, possa servire a chi lavora nel campo della cooperazione internazionale. 

Quattro modi in cui i dati vengono usati nelle organizzazioni per la cooperazione internazionale.

1.  RACCONTARE LA COMPLESSA REALTÀ IN CUI SI OPERA

Saper processare e visualizzare dati in maniera efficace permette di raccontare situazioni complesse altrimenti difficili da raccontare. Innanzitutto, questo può essere utile per comunicare verso un pubblico esterno, in cui i dati possono aiutare a contestualizzare una narrazione empatica e umana.  Diventa addirittura di vitale importanza quando il target della tua comunicazione sono altre organizzazioni o operatori umanitari che operano in contesti di crisi, e devono avere a portata di mano informazioni chiare per poter prendere decisioni in tempi rapidi.

In quest’ultimo campo, ti può essere d’ispirazione il lavoro di Pulse Lab Kampala, iniziativa dell’ONU. Pulse Lab sta costruendo uno strumento che aggrega dati da più fonti e li analizza per offrire supporto a decisioni e valutazioni rischio durante crisi epidemiche in Uganda. 

Pulse Lab Kampala, iniziativa dell'ONU, sta costruendo uno strumento che aggrega dati da più font...
Disease Outbreaks in Uganda, lo strumento di Pulse Lab Kampala.

2. MONITORARE E COMUNICARE L’IMPATTO DELLA TUA ORGANIZZAZIONE

I dati possono dare una mano anche quando si tratta di raccontare l’impatto del proprio operato, l’efficacia della propria missione, l’urgenza di un intervento o il raggiungimento dei propri obiettivi. Un monitoraggio del genere basato su parametri misurabili può essere un’ottima arma sia per migliorare le proprie strategie interne che per rafforzare la comunicazione esterna volta a rafforzare la fiducia dei donatori e a conquistarne di nuovi.  

È quello che qualche anno fa ha fatto magistralmente Krochet Kids, un marchio di moda e un’organizzazione no-profit che lavora a stretto contatto con i lavoratori che producono i prodotti del brand, intraprendendo percorsi di empowerment olistici. Un report interattivo combina visualizzazioni dati e storie personali per raccontare l’impatto che i progetti portati avanti da Krochet Kids hanno sulla vita delle persone locali.

Krochet Kids è un marchio di moda e un'organizzazione no-profit che lavora a stretto contatto con...
Report interattivo  del 2013 di Krochet Kids

3.  DEFINIRE STRATEGIE, CHE SIANO COMUNICATIVE, PROGRAMMATICHE O OPERATIVE. 

Avere accesso ai dati sui followers nei social o sulla rete di donatori può aiutare a capire meglio come muoversi nel fundraising e nella comunicazione. Saper processare dati pubblici può servire a identificare le aree geografiche e le modalità d’azione per ottenere un maggior impatto.  Ricostruire i dati sulle persone che beneficiano del programmi e monitorarli nel tempo ti permette di valutare il lavoro fatto e le eventuali criticità

Innovativo è il lavoro fatto da KIHUMBE, una no-profit della Tanzania che offre cure e supporto per persone con HIV/AIDS. Con il supporto di Data Zetu e Humanitarian OpenStreetMap Team, KIHUMBE ha creato una mappa delle hotspot ad alto rischio (motel, bar, etc.) combinata con i dati sulle persone a cui offre assistenza, in modo da poter allocare le risorse e i volontari in maniera strategica.

KIHUMBE è una no-profit della Tanzania che offre cure e supporto per persone con HIV/AIDS. Con il...
Mappa delle hotspot ad alto rischio HIV/AIDS della no-profit KIHUMBE. Scopri di più sul progetto qui.

4. IMPLEMENTARE TRASPARENZA NELL’USO DEI FONDI

La trasparenza finanziaria nel campo degli aiuti umanitari e della cooperazione allo sviluppo è un tema al centro del dibattito attuale e ha visto la nascita di iniziative come Open Cooperazione. Oltre a ottemperare agli oneri legali sulla trasparenza finanziaria e ad aderire volontariamente alle iniziative che la promuovono, le organizzazioni di cooperazione internazionale possono prendere in mano la situazione e comunicare in maniera chiara e comprensibile, attraverso la visualizzazione dei dati, come utilizzano i fondi. Non si tratta di un esercizio sterile: può servire a creare un maggiore senso di fiducia con i propri donatori.

Tra chi ha fatto della trasparenza finanziaria e del monitoraggio aperto dei progetti un cavallo di battaglia, c’è Oxfam Novib. Con il suo Atlante dei progetti permette di scoprire dettagli (e scaricare i dati) su ogni singolo progetto, incluse infromazioni su finanziamenti, budget e risultati quantificabili ottenuti.

L'Atlante dei progetti di Oxfam Novib permette di scoprire dettagli (e scaricare i dati) su ogni ...
L’Atlante dei progetti di Oxfam Novib

TUTTO FANTASTICO… MA DA DOVE INIZIARE SE NON HO MAI LAVORATO CON I DATI?

Sei nel posto giusto! Stiamo raccogliendo candidature per due percorsi di formazione dedicati proprio a dati e cooperazione per lo sviluppo. Entrambi sono realizzati all’interno del progetto Innovazione per lo Sviluppo, finanziato da Fondazione Cariplo e Compagnia di San Paolo.

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