Ricerca e sviluppo

Quanto e come lavori sui dati? Un’indagine sui bisogni delle aziende

Il mercato dei dati supererà i 141 miliardi di euro nel 2025. Quali sono le competenze di base nelle aziende che non si occupano di IT? Un’indagine aperta.
8 giugno 2020
3 minuti

Secondo il Data Market Monitoring Tool della DG Connect della Commissione Europea, il mercato dei dati triplicherà il proprio valore nel 2025 rispetto al 2013, passando da circa € 47 miliardi a € 141 miliardi.

Questo è uno dei motivi per cui in Dataninja siamo convinti della scelta di accelerare sulla diffusione di competenze di Data Literacy (lo facciamo sulla nostra piattaforma didattica), ma anche di guardare sempre un po’ più in là nel tempo per capire quali sono i requisiti occupazionali delle aziende e dei lavoratori che vogliono essere più consapevoli dei dati.

Per questa ragione, nell’ambito delle nostre attività di ricerca e sviliuppo, stiamo collaborando come partner di un progetto di ricerca europeo coordinato dall’Istituto per le Tecnologie Didattiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche e chiamato Datalit. Il progetto ha l’obiettivo di mappare in prima battuta le competenze e (specialmente) i bisogni delle aziende a livello europeo sul tema dei dati e della data literacy.

A chi ci rivolgiamo?

Per farlo, insieme ad altri partner stiamo cercando di raggiungere non tanto le aziende che si occupano di big data o data science, ma ci interessa soprattutto conoscere l’opinione di altre tipologie di impresa.

Il senso di questa scelta è molto semplice: i super esperti che lavorano sui dati sanno già come sfruttarli, hanno soluzioni, prodotti, consulenze data-driven.

Ma in Dataninja e nel consorzio di partner europei con cui collaboriamo siamo fortemente convinti che le competenze sui dati siano ormai qualcosa di estremamente pervasivo in molti contesti, non solo tra le aziende specializzate.

Analizzare i dati dei social network ad esempio per capire quali post vanno meglio, o i tassi di apertura delle newsletter per renderle sempre più efficaci: sono casi molto diffusi in aziende non tecnologiche, per esempio specializzate in comunicazione e marketing. Lo dice anche l’OECD:

With the advent of big data, digital literacy and data literacy are becoming increasingly essential, as are physical health and mental well-being.

Learning Framework 2030

Siamo arciconvinti che non tutte le aziende abbiano bisogno di data scientist o esperti di intelligenza artificiale e personale con competenze avanzate, ma è invece fondamentale che in un numero sempre crescente di aziende ci siano competenze di base sui dati, aspetto diventato fondamentale anche per chi lavora nei settori più disparati come agricoltura o servizi, e non propriamente nell’Information Technology.

Un’indagine aperta che può andare avanti con il tuo contributo

I nostri colleghi dell’Università Nova de Lisboa hanno creato un brevissimo questionario per raccogliere opinioni in giro per l’Europa e noi stiamo contribuendo per l’Italia. Servono 5/10 minuti per compilarlo e condividere (anonimamente) la tua esperienza: sarebbe utile per raccogliere testimonianze italiane da mettere sul tavolo per arricchire la ricerca. Ecco il link al questionario.

P.S.: se ti interessa conoscere i risultati della ricerca, tieni d’occhio il sito di Datalit e (se non lo hai ancora fatto) iscriviti alla newsletter di Dataninja, perché è attraverso questi canali che diffonderemo gli esiti finali. Grazie!

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