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Come usare i dati per lavorare meglio: il metodo OKR spiegato da Federica Brancale

Abbiamo chiesto a Federica Brancale, data strategy & analyst e autrice del libro Oltre il design thinking appena pubblicato da Hoepli, di parlarci degli OKR (Objectives and Key Results), una metodologia guidata dai dati che permette di trovare nuove idee e realizzarle.
25 novembre 2021
4 minuti

Quando pensiamo ai dati per monitorare il nostro lavoro probabilmente pensiamo subito alle applicazioni per tracciare come trascorriamo il tempo su clienti e progetti diversi o agli indicatori di performance. E in alcuni casi li vediamo come una forma di controllo più che uno strumento utile a lavorare meglio insieme, a condividere obiettivi e risultati, ad avere chiaro il motivo del nostro impegno e come trarne i frutti.

Per questo, in molti casi, utilizzare i dati per lavorare meglio, con uno scopo migliorativo e che motiva tutti, non è immediato, e spesso non sappiamo da dove partire.

Abbiamo chiesto a Federica Brancale, data strategy & analyst e autrice del libro Oltre il design thinking appena pubblicato da Hoepli, di parlarci degli OKR (Objectives and Key Results), una metodologia guidata dai dati che permette di trovare nuove idee e realizzarle.

1 Ci racconti cosa sono gli OKR?

Gli OKR sono una metodologia utilissima per la definizione chiara e condivisa degli obiettivi aziendali, e di come vogliamo raggiungere quegli obiettivi. A ogni obiettivo viene legato un indicatore di performance e un target da raggiungere, ad esempio incrementare le entrate del 25%, per il monitoraggio degli obiettivi in modo da capire cosa dobbiamo fare per raggiungerli. 

2 Quali sono ad esempio alcune applicazioni possibili di questo metodo?

Gli OKR sono utilissimi per creare strategie orientate all’obiettivo. Non c’è niente di peggio che avere un obiettivo poco chiaro e navigare nel caos delle mille possibilità. È una metodologia utilissima anche quando è necessario creare una coerenza tra strategia e tattica, ovvero tra una direzione e un’esecuzione.

Spesso nelle aziende si fanno cose di cui ci si scorda il motivo, oppure gli obiettivi non sono condivisi e chi lavora sodo non sa perché lo sta facendo. 

3 Ci sono tante metodologie che si propongono come strumenti per lavorare meglio, da soli o in team, come la metodologia Agile, Scrum o il Design Thinking. Quali sono le differenze, e i vantaggi, del metodo OKR?

La lotta tra filosofia, metodo e strumento non è di facile lettura o spiegazione, ma vi dico il mio punto di vista. Il design thinking è una filosofia di pensiero, ci dice che dobbiamo entrare in empatia con il target, definire dei pilastri e creare prototipi da testare. È ottima per creare idee. Agile e scrum sono metodologie per scaricare a terra quello che viene creato nel design thinking ovvero sono metodologie legate all’efficienza e all’efficacia della realizzazione delle idee. Gli OKR sono uno strumento che io uso sia come primo elemento nella fase di design thinking, entrando in empatia con gli obiettivi e quantificando, e infine come elemento per collegare creazione e realizzazione delle idee. Secondo me il tema non è tanto quanto uno è differente dall’altro ma quando usare l’uno o l’altro per raggiungere il nostro obiettivo. 

4 Come possono i dati fare la differenza nel modo in cui svolgiamo un lavoro? E nel lavoro in team?

I dati sono una fonte di ispirazione per la creazione di strategie, sia per la parte di analisi del target, mercato e concorrenza, fasi in cui possiamo usarli come stimolo per le idee, sia per la definizione di un obiettivo ispirazionale che diventa la nostra stella polare, che ci motiva e spinge verso l’impossibile: tanto se miri alla luna al minimo raggiungi le stelle! I dati però sono anche un ottimo alleato per la crescita: monitoriamo quello che facciamo e siamo interessati a progredire e capire come migliorare. Il dato è un elemento che amplifica la curiosità e ci aiuta all’autorealizzazione. 

5 Ci racconti un tuo progetto in cui hai messo in pratica questo metodo?

Negli ultimi mesi ho applicato questo strumento per lo sviluppo di un’area di prodotto. Il team non era coeso, nessuno sapeva cosa faceva il product leader, il malcontento cresceva perché sembrava tutto immobile. Abbiamo implementato gli OKR, ho chiesto ad ogni singola figura di scrivere i suoi OKR, io poi ho definito quelli dell’area e abbiamo utilizzato il design thinking per collaborare sulla creazione coesa degli obiettivi. A quel punto è stato lampante capire cosa dovevamo fare per raggiungere ognuno il suo obiettivo, e come il team poteva aiutarmi a raggiungere il mio e viceversa.

Federica Brancale terrà per la Dataninja School un webinar gratuito proprio sugli OKR: il 1 dicembre dalle 17 alle 18 imparerai con lei un metodo che lega ogni azione a un obiettivo rendendolo misurabile, coerente e condiviso, per realizzare strategie data-driven efficaci. I posti sono limitati, prenota ora il tuo.

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